Come capire se un diamante è di laboratorio
Come capire se un diamante è di laboratorio: cosa puoi controllare e cosa richiede un laboratorio
Un diamante di laboratorio è un vero diamante, quindi supera il tester e sotto la lente appare identico. Eppure documenti e incisione sulla cintura dicono molto, e si possono controllare a casa. Ecco cosa verificare da soli, come controllare un certificato e quando solo un laboratorio gemmologico può dare la risposta.
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La risposta breve
Nella maggior parte dei casi non puoi capire se un diamante è di laboratorio solo guardandolo, e nemmeno un tester per diamanti domestico te lo dirà. Un diamante di laboratorio è diamante, con la stessa chimica e la stessa ottica di uno di miniera, quindi supera lo stesso test termico e sotto la lente appare identico. GIA lo dice chiaramente: le osservazioni e gli strumenti gemmologici tradizionali non riescono a distinguerli, e per confermare l’origine bisogna inviare la pietra a un laboratorio gemmologico.
A casa puoi raccogliere indizi. Leggi lo scontrino e l’eventuale certificato, cerca con una lente 10x un’incisione laser sulla cintura e controlla il numero del certificato sul sito del laboratorio che lo ha emesso. Per una pietra venduta con i suoi documenti, questi controlli spesso chiudono la questione. Quando non bastano, o quando la posta in gioco è alta, la risposta è un test di laboratorio.
Perché è difficile distinguerli
I diamanti di laboratorio si producono con due metodi principali: alta pressione e alta temperatura (HPHT) e deposizione chimica da vapore (CVD). Entrambi danno cristalli di carbonio con la stessa durezza, lo stesso indice di rifrazione e la stessa densità del diamante naturale. Li tagliano gli stessi tagliatori sulle stesse macchine e si trovano nelle stesse gamme di colore e purezza. Per questo i soliti trucchi per smascherare i falsi, come appannare la pietra, leggere un testo attraverso di essa o cercare spigoli sdoppiati, qui non servono: separano il diamante dalle imitazioni come zirconia cubica o moissanite, e un diamante di laboratorio non è un’imitazione.
Le differenze che esistono sono sottili e microscopiche: elementi in traccia come azoto e boro, lo schema con cui è cresciuto il cristallo e la reazione della pietra alla luce ultravioletta e ai laser. Per leggerle servono strumenti di laboratorio costruiti apposta. Un gioielliere con la lente può notare un indizio, ma un indizio non è un’identificazione.
Parti dai documenti
Le informazioni più utili di solito sono su carta. Guarda prima lo scontrino, la fattura o l’annuncio. Negli Stati Uniti le FTC Jewelry Guides chiedono che un diamante di laboratorio sia descritto chiaramente come coltivato in laboratorio, creato in laboratorio o simile, quindi documenti onesti dovrebbero dirlo. Parole come creato, coltivato, sintetico o prodotto dall’uomo accanto alla parola diamante indicano una pietra di laboratorio; parole come naturale o di miniera indicano il contrario.
Poi cerca un certificato. I grandi laboratori classificano entrambi i tipi di diamante e indicano l’origine nel certificato. Quello di un diamante di laboratorio lo dice in modo evidente, di solito nel titolo o in alto. Ricorda che un documento del venditore o del produttore non equivale al rapporto di un laboratorio indipendente, quindi guarda chi lo ha emesso. L’assenza totale di documenti non prova nulla, né in un senso né nell’altro, ma rende più importanti i controlli successivi.
Trova l’incisione sulla cintura
Molti diamanti certificati hanno una minuscola incisione laser sulla cintura, la sottile fascia che gira intorno alla parte più larga della pietra. GIA spiega che le sue incisioni non sono visibili a occhio nudo ma si leggono a 10 ingrandimenti. GIA incide il numero del certificato su ogni diamante di laboratorio che valuta, e altri grandi laboratori che classificano diamanti di laboratorio incidono di solito un numero di certificato insieme a un’indicazione che la pietra è di laboratorio.
Per trovarla, pulisci prima la pietra, perché il sebo nasconde i segni sottili. Tieni l’anello o la pietra sciolta sotto una luce intensa e diffusa, avvicina la lente 10x all’occhio e poi porta la pietra verso la lente finché la cintura non è a fuoco. Ruota lentamente; l’incisione è corta e può essere in parte coperta da una griffa. Annota esattamente ciò che vedi. Un’incisione che indica un diamante di laboratorio risolve l’origine a fini pratici. Un semplice numero è una pista da seguire, non una conclusione.
Verifica il certificato presso il laboratorio
Un numero di certificato vale quanto il record che c’è dietro. Cercalo sul sito del laboratorio che lo ha emesso invece di fidarti di una copia stampata o di uno screenshot del venditore. Il Report Check di GIA, per esempio, permette di confermare che un certificato GIA corrisponda alle informazioni archiviate da GIA.
Con il record davanti, confrontalo con la pietra. Forma e stile di taglio, misure e peso in carati devono coincidere, così come l’eventuale incisione. Un certificato che descrive un diamante naturale con misure ben diverse da quelle della pietra che hai in mano è un campanello d’allarme. Se non puoi pesare o misurare la pietra da solo, un gioielliere lo fa in pochi minuti.
Attenzione alle incisioni contraffatte
Un’incisione è un indizio forte, ma si può falsificare. Il 9 gennaio 2024 GIA ha annunciato di aver visto diamanti di laboratorio o trattati, tagliati per somigliare quasi perfettamente a diamanti naturali certificati da GIA e incisi con il numero di certificato della pietra naturale. In quei casi, cercare il numero avrebbe restituito un certificato autentico di un altro diamante, naturale.
Negli acquisti di tutti i giorni è raro, ma è per questo che verificare il certificato non significa solo controllare che il numero esista. Anche misure e peso devono corrispondere e, per una pietra di valore, conviene far confermare dal laboratorio o da un gemmologo indipendente che la pietra davanti a te sia quella descritta. GIA ha annunciato un servizio in giornata per verificare che un diamante con incisione GIA corrisponda al certificato inciso.
Cosa possono e non possono fare i test casalinghi
Un tester termico risponde a una sola domanda: è diamante o qualcos’altro, come vetro o zirconia cubica? I diamanti di laboratorio conducono il calore come quelli naturali, quindi lo superano. Anche i tester elettrici pensati per la moissanite non sono fatti per separare laboratorio e naturale, e alcune letture possono confondere, perché certi diamanti blu, naturali o coltivati, conducono elettricità. In breve, superare il tester ti dice che la pietra è diamante, non da dove viene.
La lente mostra le inclusioni, ma entrambi i tipi di diamante possono essere puri o inclusi, e il grado di purezza non è un test di origine. Alcune pietre HPHT contengono inclusioni metalliche dovute alla crescita e alcune pietre CVD mostrano una crescita a strati, ma sono segni sottili e facili da fraintendere. Le torce UV vendute online non riproducono quello che fanno gli strumenti di laboratorio, quindi considera un risultato ottenuto con una di esse una curiosità, non una risposta.
Come i laboratori esaminano i diamanti
I laboratori usano una catena di strumenti. Gems & Gemology, la rivista di GIA, descrive come, dopo pesatura e misurazione, una pietra presunta diamante passi in un dispositivo di screening a infrarossi che rileva la presenza o l’assenza di azoto. La maggior parte dei diamanti naturali contiene azoto e passa; i diamanti con poco o nessun azoto, tra cui rare pietre naturali e la maggior parte di quelle di laboratorio, vengono inviati a ulteriori analisi.
Queste pietre vengono esaminate da specialisti con la spettroscopia di fotoluminescenza, che legge la fluorescenza emessa sotto luce laser e può determinare in modo affidabile l’origine naturale o di laboratorio, e possono essere fotografate con un DiamondView, dove la luce ultravioletta a onde corte rivela strutture di crescita diverse tra crescita naturale e crescita HPHT o CVD. GIA produce anche dispositivi di screening da banco per il settore. Alcuni gioiellieri e compratori ne hanno di propri, ma un certificato di laboratorio completo resta la prova più solida.
Pietre montate e diamanti piccoli
I diamanti montati sono più difficili da controllare. Griffe e castoni possono coprire la cintura, il metallo può ostacolare gli strumenti, e un laboratorio può esaminare una pietra montata ma dare un risultato più completo se viene smontata. Se stai comprando, chiedi il certificato prima che la pietra venga incastonata, oppure chiedi al venditore di confermare per iscritto l’origine di una pietra già montata.
Le pietre piccole intorno alla pietra centrale o lungo il gambo, dette melée, raramente vengono testate una per una. Da anni si segnalano melée di laboratorio non dichiarate mescolate a lotti di pietre naturali, ed è per questo che nel settore esiste lo screening dei diamanti piccoli. Se per te conta che tutte le pietre di un gioiello siano naturali, o tutte di laboratorio, fallo scrivere in fattura.
Dove aiuta CaratAI
CaratAI può aiutarti a mettere in ordine gli indizi. Fotografa la pietra dall’alto e di lato, la cintura se riesci a ottenere un primo piano nitido, i marchi all’interno del gambo e qualsiasi certificato o scontrino, e l’app suggerisce cosa è probabilmente il gioiello e cosa fare dopo: presso quale laboratorio verificare, cosa dovrebbe dire l’incisione o cosa chiedere al venditore.
La Guida rapida ai marchi dei gioielli di questo sito, gratuita, spiega marchi del metallo come 14K, 585, 750 e PT950, così puoi identificare la montatura mentre chiarisci la pietra. Sono indizi e stime, non un’identificazione di laboratorio gemmologico. Solo un laboratorio gemmologico può confermare se un diamante è stato estratto o coltivato.
Domande frequenti
Un tester per diamanti capisce se un diamante è di laboratorio? No. I tester termici domestici riconoscono il diamante, e quelli di laboratorio superano il test.
Un gioielliere può capirlo guardando? Non in modo affidabile. Può notare indizi, ma per una conferma servono strumenti di laboratorio o un certificato verificato.
Tutti i diamanti di laboratorio hanno un’incisione? No. Molti di quelli certificati sì, ma le pietre non certificate e i gioielli più vecchi spesso no.
Un diamante di laboratorio è falso? No. È un vero diamante prodotto in un impianto invece che estratto. La questione è la dichiarazione, non l’autenticità.
Cosa faccio se mancano i documenti? Chiedi al venditore di confermare l’origine per iscritto e, se la pietra ha valore, inviala a un laboratorio gemmologico prima di pagarla o assicurarla.
Fonti e approfondimenti
- GIA: Come si identificano i diamanti di laboratorio? (in inglese) — La risposta di GIA sul perché l’osservazione gemmologica tradizionale non distingue i diamanti di laboratorio da quelli naturali e sul perché serve un test di laboratorio.
- GIA: Cos’è un’incisione laser ed è importante? (in inglese) — Come GIA incide i numeri dei certificati sulla cintura, invisibili a occhio nudo ma leggibili a 10 ingrandimenti.
- GIA: Report Check (in inglese) — Cerca un numero di certificato GIA per confermare che corrisponda all’archivio di GIA.
- GIA: GIA offrirà la verifica dei certificati in giornata (in inglese) — L’annuncio di GIA del 9 gennaio 2024 sulle incisioni GIA contraffatte su diamanti di laboratorio e trattati.
- Gems & Gemology: L’analisi delle gemme nei laboratori GIA (in inglese) — Come GIA esamina i diamanti con infrarosso, spettroscopia di fotoluminescenza e immagini DiamondView.
- eCFR: 16 CFR 23.12, definizione e uso improprio della parola diamante (FTC Jewelry Guides) (in inglese) — La regola statunitense che impone di descrivere chiaramente un diamante di laboratorio come coltivato in laboratorio, creato in laboratorio o simile.
- Wikipedia: Synthetic diamond (in inglese) — Contesto sulla crescita HPHT e CVD, sulle proprietà che i diamanti di laboratorio condividono con quelli estratti e su come i laboratori li distinguono.
